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  Inviato da: Roberto Deboni DMIsr  Mostra tutti i messaggi di Roberto Deboni DMIsr
Titolo: Dubbi se onesta la ripartizione oneri di potenza
Newsgroup: it.discussioni.energia
Data: 21/12/2017
Ora: 04:25:03
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  Anche in recenti discussioni e' stato ricordato quanto care<br /> sono le quote fisse di potenza in Italia.<br /> <br /> Anzi, un partecipante che vive all'estero ha riferito che lui<br /> ha 40 kW di potenza contrattuale senza pagare nulla di quote fisse.<br /> E che potrebbe anche avere 80 kW cambiando semplicemente<br /> la protezione, elevandola a 400 ampere.<br /> <br /> Questo fatto mi ha fatto riflettere sul seguente paragone.<br /> <br /> Supponiamo che dieci famiglie, che vivono in un borgo montano<br /> isolato e lontano dalla rete elettrica, si mettano in<br /> societa' per acquistare un gruppo elettrogeno da 100 kW<br /> da gestire in comunione (art.1100 e successivi).<br /> <br /> Il calcolo di partenza e' stato fatto assumendo una<br /> disponibilita' di punta e contemporanea di 10 kW per ogni<br /> famiglia. Ma a parte questo, le famiglie sono molto<br /> dissimili, una e' numerosa, un altra e' molto benestante,<br /> con tanti apparecchi elettrici, asciugatrice, forni<br /> elettrico, etc. Altre ancora hanno solo l'essenziale<br /> (lavatrice, ferro da stiro, etc.), una e' &quot;single&quot;, e<br /> cosi' via. Insomma una totale disparita', nessuna<br /> possibilita' di un denominatore comune.<br /> <br /> Supponiamo altresi che l'investimento e' stato fatto tramite<br /> finanziamento bancario, senza alcuna anticipazione da parte<br /> delle famiglie, e che l'intenzione e' di rimborsare le rate<br /> con una fatturazione elettrica da decidere. Infine<br /> supponiamo che il sistema sia automatico, per intenderci<br /> come la centrale termica di un condominio, ovvero e'<br /> sufficiente la visita di un tecnico ogni tanto, quindi<br /> non ci sono dipendenti da assumere.<br /> <br /> Sicuramente c'e' una parte variabile legata ai consumi<br /> elettrici, misurati con appositi contatori, ovvero riguardante<br /> il rimborso delle spese vive di funzionamento (combustibile,<br /> manutenzione, visite del tecnico, piccole riparazioni,<br /> affitto del locale macchina, etc.).<br /> <br /> La domanda e' come ripartire:<br /> <br /> a) costo dell'impianto<br /> b) spese straordinarie<br /> c) costo fissi, come quelli del tributarista che gestisce<br /> la parte fiscale, il tecnico/ragioniere per le operazioni<br /> di lettura e calcolo delle fatture, il costo del conto<br /> corrente bancario di supporto, etc.<br /> <br /> <br /> A quanto pare, l'azienda estera del partecipante con il<br /> contratto da 40 kW, ha tagliato corto, buttando tutto in<br /> un unico calderone (costi vivi, gestionali e costi di<br /> capitale ed investimento) per poi ripartire tutto in base<br /> ai consumi effettivi individuali.<br /> <br /> In altre parole, chi consuma piu' energia elettrica,<br /> partecipa di piu' ai costi per cui l'impianto &quot;esiste&quot;<br /> (acquisto installazione, riparazione straordinarie, etc.<br /> ed i costi fissi di installazione).<br /> Chi all'estremo opposto non consuma niente, non paga<br /> niente, anche se da un momento all'altro potrebbe<br /> cominciare a prelevare 40 kW a tutto spiano.<br /> <br /> Il metodo italiano invece pare quello di fare pagare<br /> integralmente la &quot;esistenza&quot; dell'impianto anche a chi<br /> non consuma niente o poco.<br /> <br /> La prova ?<br /> <br /> &lt;http://www.devalspa.it/asset/tariffe-per-altri-usi-mt-anno-2017.pdf><br /> <br /> Potete vedere che la quota fissa per un contratto da 100 kW<br /> (nota: in Italia pare obbligatoria la MT per un contratto da 100 kW)<br /> e' di:<br /> <br /> &euro; 652,63/cliente<br /> &euro; 3387,61 per i 100 kW di potenza<br /> poi ci sono alcune componenti fisse degli oneri di sistema, che<br /> per ora sorvolo.<br /> <br /> In altre parole, chi ha un punto di prelievo da 100 kW deve pagare,<br /> anche se non consuma niente, la cifra &euro; 4444,26 ivato al 10%, ogni<br /> anno (cioe' &euro;370,35/mese). Considerando che all'estero si paga<br /> zero di fisso anche per avere 80 kW, siamo piuttosto &quot;salati&quot;.<br /> Arrotondiamo a &euro;4500 per tenere conto di tutto (anche oneri<br /> di sistema, scontati ...).<br /> <br /> Ora, supponiamo che un impianto del tipo citato duri dieci<br /> anni (durata macchinari, etc.), e quindi il suo possesso<br /> ci faccia risparmiare dieci annualita', cioe' &euro;45'000, resta<br /> da capire &quot;quanto costa un gruppo elettrogeno, chiavi in<br /> mano, da 100 kW&quot;.<br /> <br /> Ho trovato che un Perkins ADE-PS100 da 110kVA emergenza<br /> e 100 kVA a servizio continuo costa &pound;11'165 (quindi meno<br /> di &euro;15'000) piu' trasporto e costi di installazione.<br /> <br /> Su ebay poi si trova un Cummins usato fino a 365 kW a<br /> solo $15'000, come un 500 kW a $50'000. Questi prezzi ci<br /> danno una idea che con meno di &euro;45'000 e' possibile acquistare<br /> chiavi in mano una mini-centrale di generazione elettrica<br /> da 100 kW (125 kVA ?) e quindi che le quote fisse che oggi<br /> paghiamo coprono integralmente la quota parte di potenza<br /> &quot;che ci potrebbe servire&quot;.<br /> <br /> Questo significa che i piccoli consumatori si trovano a<br /> pagare salato la &quot;disponibilita'&quot; della potenza contrattuale,<br /> perche' in realta' &quot;usurano&quot; molto poco gli impianti ENEL<br /> o di altro produttore.<br /> <br /> I grossi consumatori invece vedono sparire nel grosso<br /> della bolletta elettrica, la quota per la messa a<br /> disposizione della potenza di cui abbisognano.<br /> <br /> In altre parole, chi consuma poco &quot;finanzia&quot; la<br /> disponibilita' di potenza di consuma tanto.<br /> <br /> Chiaramente questo disincentiva l'apertura di nuovi<br /> allacciamenti elettrici e l'installazione di maggiori<br /> potenze molto di piu' di quanto prima penalizzava la<br /> tariffazione a scaglioni di consumi.<br /> <br /> Insomma, ancora una volta si e' dimostrato il principio<br /> gattopardesco di cambiare tutto perche' tutto resti come<br /> prima, gabbando ancora una volta l'Unione Europea (che invece<br /> vuole che si incentivi il passaggio all'energia elettrica,<br /> abbandonando il piu' possibile l'uso di gas e carburanti).<br />  

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