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  Inviato da: Lino Cibernetico  Mostra tutti i messaggi di Lino Cibernetico
Titolo: RELATIVISTIC DYNAMICS (SPACE: not_Ui)
Newsgroup: it.scienza
Data: 15/04/2016
Ora: 09:37:46
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  RELATIVISTIC DYNAMICS (SPACE: not_Ui)<br /> -- <br /> La colpa non esiste se non nella misura in cui noi stessi l&rsquo;abbiamo <br /> creata. Siamo noi, perci&ograve;, che dobbiamo distruggerla. Se scegliamo di <br /> fare il male, il male esiste finch&eacute; noi stessi non lo distruggiamo. Il <br /> bene non possiamo farlo, perch&eacute; &egrave; il respiro stesso dell&rsquo;universo: ma <br /> possiamo scegliere di respirare e vivere in esso e con esso.<br /> Khalil Gibran<br /> -- <br /> more info:<br /> https://6viola.wordpress.com/2016/04/15/relativistic-dynamics-space-not_ui/<br /> <br /> cito:<br /> <br /> Ho delle novit&agrave; da mostrare sulla dinamica materia/energia che spieghi <br /> tutto quello che c&rsquo;&egrave; da sapere in riferimento ad U1 (il nostro universo).<br /> <br /> Sugli Universi Adiacenti (Ui) alcuni concetti di Base al link seguente:<br /> https://6viola.wordpress.com/2016/03/09/teoria-universi-adiacenti-ua-0/<br /> <br /> Dalla trattazione della teoria dei flussi al link seguente una breve <br /> introduzione al tema, che trascrivo subito qui di seguito, per <br /> facilitare la lettura:<br /> <br /> https://6viola.wordpress.com/2016/04/05/necessita-di-mach-e-archimede-su-h/<br /> <br /> &sect; 1.2.2<br /> <br /> Complementi sulla teoria dei flussi: PRIMA PARTE<br /> (sull&rsquo;energia relativistica associata)<br /> <br /> ip.1:<br /> <br /> Si ipotizzi un flusso in INPUT, tipicamente dato dall&rsquo;assorbimento di <br /> energia cinetica da parte della massa m0. Portando v da v=0, fino v=v&rsquo;.<br /> <br /> E&rsquo;=m&rsquo;*c^2=m0/rad[1-v&rsquo;^2/c^2]*c^2=m0*k*c^2<br /> <br /> da cui {m&rsquo;}=m0/rad[1-v&rsquo;^2/c^2]=m0*k<br /> k=1/rad[1-v&rsquo;^2/c^2] (k, quindi, fattore di amplificazione della massa m0).<br /> <br /> ip.2:<br /> <br /> Si ipotizzi un flusso in OUTPUT, applicato sulla situazione precedente, <br /> rallentando la massa m&rdquo;. Portando v da v=v&rsquo;, fino a v=0.<br /> <br /> E&rdquo;=m&rdquo;*c^2=m&rsquo;*rad[1-v&rsquo;^2/c^2]*c^2=m&rsquo;*(1/k)*c^2 (si noti che per <br /> rallentamento la massa perde di energia cinetica: da cui se l&rsquo;incremento <br /> di massa per energia cinetica &egrave; m0/rad(1-v^2/c^2) la situazione inversa <br /> vede una diminuzione della &ldquo;massa cinetica&rdquo; con m&rdquo;=m&rsquo;*rad[1-v&rsquo;^2/c^2] <br /> ora a numeratore anzich&eacute; a denominatore.<br /> <br /> da cui <br /> m&rdquo;={m&rsquo;}*rad[1-v&rsquo;^2/c^2]={m0/rad[1-v&rsquo;^2/c^2]}*rad[1-v&rsquo;^2/c^2]=m0*k*(1/k)=m0<br /> <br /> Da cui si &egrave; voluto solo mostrare che una massa non solo acquisisce <br /> energia cinetica portandosi da v=0 a v=v&rsquo;, ma pu&ograve; anche perderla e <br /> ritornare a presentarsi come m0, come era in origine dei due flussi <br /> uguali e per&ograve; opposti come<br /> <br /> (1) prima di crescita (energia in input) (aumento di velocit&agrave;)<br /> <br /> (2) poi di decrescita (energia in output) (diminuzione di velocit&agrave;)<br /> <br /> cvd.<br /> <br /> &mdash;<br /> <br /> Applichiamo ora questi concetti ad un caso specifico leggermente diverso:<br /> <br /> da un laboratorio, grazie a un campo elettrico, acceleriamo una carica <br /> di massa a riposo m0.<br /> <br /> Questo &egrave; un flusso di INPUT al sistema m0 (per esempio un elettrone di <br /> massa m0).<br /> <br /> La energia totale del sistema sar&agrave;, se v=v0=0.998 c,<br /> <br /> E&rsquo; tot = m&rsquo;*c^2 = m0*k*c^2 = 15.81*m0*c^2<br /> <br /> La energia cinetica &ldquo;spesa&rdquo; per portare il sistema da v=0 a v=v0=0.998 c ..<br /> <br /> ... sar&agrave; stata (se applicata in modo solidale ad U1, da un laboratorio, <br /> tramite un campo elettrico):<br /> <br /> Ec&rsquo;=(m&rsquo;-m0)c^2, dove inoltre si pu&ograve; esplicitare ..<br /> <br /> E&rsquo;tot = Ec&rsquo; + m0*c^2 = m&rsquo;c^2<br /> <br /> quindi la Ec&rsquo; &egrave; circa la E&rsquo;tot a meno del fattore m0*c^2<br /> <br /> Ricordiamo che queste forze sono da noi chiamate &ldquo;da U1&rdquo;, ossia forze <br /> che non consentiranno MAI di raggiungere v=c.<br /> <br /> Infatti, nel caso del plasma, per potere una massa raggiungere la <br /> velocit&agrave; della luce, deve<br /> <br /> scomparire la massa m0<br /> comparire la massa equivalente nella espressione seguente e=m0*c^2<br /> <br /> Quindi ci&ograve; (come abbiamo visto nell&rsquo;articolo della &ldquo;STROBOSCOPIA DEL <br /> PLASMA&rdquo;)https://6viola.wordpress.com/2016/02/05/stroboscopia-del-plasma-studio/ <br /> equivale ad un flusso di output dal sistema che stiamo considerando! .. <br /> oppure detto in altro modo .. una conversione da massa &rarr; ad energia .. <br /> il flusso -ora- per&ograve; non &egrave; a perdere -quindi- energia .. ma BENSI&rsquo; <br /> MASSA, nella forma che si presenta come massiva ! (si intende &ldquo;massa <br /> massiva&rdquo;: la massa non ancora convertita nell&rsquo;equivalente energetico <br /> secondo la formula di Einstein e=mc^2).<br /> <br /> La &ldquo;perdita di MASSA&rdquo; (come fenomenologia di misurabilit&agrave;), dunque, (che <br /> anche essa &egrave; considerabile un deflusso) &egrave; regolata dalla seguente <br /> equazione misurabile in U1, vedi anche PRINCIPIO DI MACH <br /> (rappresentazione matematica) (W&aring;hlin, Tufano):<br /> https://6viola.wordpress.com/2016/04/05/necessita-di-mach-e-archimede-su-h/<br /> <br /> m&rdquo;(t)=m'(t)*rad[1-v^2/c^2]<br /> <br /> Ossia, la massa consegnataci alla velocit&agrave; v=0.998 c, da un laboratorio, <br /> che -per esempio- accelera i muoni, (o gli elettroni, oppure una <br /> qualunque particella carica elettricamente, grazie ad un campo <br /> elettrico) &egrave; per noi &lt;&lt;m&rsquo;&gt;&gt;, e ci dobbiamo studiare come farla <br /> ulteriormente aumentare di velocit&agrave; fino a &ldquo;c&rdquo; (dalla velocit&agrave; di <br /> v=0.998 c) per l&rsquo;epsilon (0.002 c) -quindi- che la separa dalla velocit&agrave; <br /> v=c.<br /> <br /> Che sia un fenomeno di deflusso &ldquo;non di energia&rdquo; (che invece sar&agrave; <br /> introitata), ma di materia(!), &egrave; testimoniato dalla seguente forma <br /> matematica:<br /> <br /> E&rdquo;tot = m&rdquo;*c^2 = m&rsquo;*rad[1-v^2/c^2]*c^2<br /> <br /> quindi sostituendo m&rsquo;=m0/rad[1-v^2/c^2] otteniamo:<br /> <br /> E&rdquo;tot = m0*c^2<br /> <br /> dove per&ograve; stavolta (rispetto al sopra citato: &sect; 1.2.2 Complementi sulla <br /> teoria dei flussi) NON abbiamo E&rdquo;tot che indica il &ldquo;ritorno alla <br /> situazione originaria, quando v=0&rdquo;, ma la completa conversione da massa <br /> &rarr; energia: infatti quando nel plasma scompare una massa &ldquo;m0&rdquo; la energia <br /> prodotta &egrave; m0*c^2.<br /> <br /> &ndash;<br /> <br /> Ci sono ancora alcune riflessioni che &egrave; IMPORTANTE fare:<br /> <br /> La massa che il laboratorio ci consegnava andrebbe detta &ldquo;massa <br /> cinetica&rdquo; = m0/rad[1-v^/c^2]<br /> Che sia una memorizzazione della energia cinetica assorbita <br /> rispetto alla massa, m0, originaria, quando era v=0, prima della <br /> accelerazione .. &egrave; testimoniato dalla forma della energia cinetica <br /> relativistica in U1: Ec&rsquo;=(m&rsquo;-m0)c^2 = m0/rad[1-v^/c^2]*c^2 -m0*c^2 e <br /> anche dal fatto che per v=0, allora, Ec&rsquo; &rarr; 0<br /> Inoltre, contrariamente a quello che comunemente si pensa, la <br /> stessa &ldquo;m0&rdquo; quando v = v0 = 0.998 c, vede il valore &ldquo;m0&rdquo; &rarr; &ldquo;ricostruito <br /> e nutrito&rdquo; &rarr; grazie alla &ldquo;azione cinetica da U1&rdquo;, poich&eacute; una massa che <br /> viaggi a v=v0=0.998c senza essere sostenuta da un campo che cerca di <br /> spingerla in accelerazione NON mostrerebbe &lt;&lt;la massa &ldquo;m0&rdquo; di tipo <br /> massivo&gt;&gt;, ma mostrerebbe m=m0*rad[1-v^2/c^2], ossia una diminuzione <br /> misurabile in &ldquo;massa massiva&rdquo;, poich&eacute; qualunque massa che si potesse <br /> approssimare a &ldquo;c&rdquo; tende a &ldquo;scomparire&rdquo; nella misurabilit&agrave; di &ldquo;massa <br /> massiva&rdquo; e comparire come equivalente energetico e=m0*c^2.<br /> Ribadiamo: una qualunque massa, comunque sia arrivata alla velocit&agrave; <br /> v=0.998c, tende ad &ldquo;evaporare&rdquo; nella sua componente massiva, e si mostra <br /> ancora esistente nella formula usuale m=m0/rad[1-v^2/c^2] .. non perch&eacute; <br /> ad una massa, m0, non sia associabile uno stato di quiete e ci&ograve; non sia <br /> sempre valido per rispetto al principio di inerzia quando un corpo &egrave; <br /> lasciato a se stesso e non sottoposto ad alcun campo .. ma si mostra <br /> -ribadiamo- comem=m0/rad[1-v^2/c^2] solo quando &egrave; sottoposta, una massa <br /> m0, ad un input che la spinga. Da ci&ograve; deduciamo che se il laboratorio <br /> cessasse di dare accelerazione alla carica, nello spingerla, allora, m0 <br /> smetterebbe di mostrare il suo &ldquo;mo valore apparente&rdquo; che compare in <br /> m=m0/rad[1-v^2/c^2], e mostrerebbe il suo &ldquo;mo valore reale&rdquo;, (per come &egrave; <br /> misurato in U1), nella espressione seguente m=m0*rad[1-v^2/c^2] (ed in <br /> particolare il valore di m0 passerebbe da &ldquo;m0&rdquo; -&gt; &ldquo;m0/15&rdquo;, se v=0.998c <br /> al momento che fosse tolto il campo che accelerava m0).<br /> Infine, va notato, che le forze e le misure in U1, sono <br /> deformazioni -nella teoria della misura- &ldquo;localiste&rdquo; che &lt;&lt;non valgono <br /> in &ldquo;not_U1&rdquo;&gt;&gt;: intendendosi con &ldquo;not_U1&rdquo; le forze applicate in rispetto <br /> del 3&deg; PRINCIPIO DELLA <br /> DINAMICA:https://it.wikipedia.org/wiki/Principi_della_dinamica poich&eacute; <br /> grazie al terzo principio, che &egrave; quello di azione e reazione, &egrave; <br /> DIRIMENTE il punto di applicazione di una forza per creare uno <br /> spostamento e quindi una velocit&agrave; e una accelerazione. Nel caso del <br /> flusso imposto da un motore a reazione, il punto di applicazione NON &egrave; <br /> su U1, poich&eacute; -come &egrave; noto- un motore a reazione agisce anche nel vuoto. <br /> Necessita quindi il concetto di accelerare un corpo non da un <br /> laboratorio, ma dalla sonda stessa, e la sonda arriver&agrave; da 0.998 c alla <br /> velocit&agrave; v=c, poich&eacute; era a viaggiare a velocit&agrave; costante v=v0=0.998 c .. <br /> ed unaqualunque massa a velocit&agrave; costante &egrave; nel suo stato di quiete e <br /> risente delle forze applicate. Le forze applicate da U1 (quindi da un <br /> laboratorio sul nostro pianeta) non sono applicabili a portare alla <br /> velocit&agrave; della luce, ma subiscono una &ldquo;frontiera di saturazione&rdquo; (se <br /> imposte da U1) che richieder&agrave; sempre pi&ugrave; energia e mai raggiunge v=c, <br /> proprio visibile nella struttura matematica che descrive il caso fisico <br /> m=m0/rad[1-v^2/c^2] che vede andare ad infinito il &ldquo;valore della massa <br /> cinetica&rdquo; associata alla fenomenologia.<br /> VICEVERSA, l&rsquo;azione fuori di U1 (&ldquo;not_U1&rdquo;), del terzo principio <br /> della dinamica quando la forza &egrave; applicata sull&rsquo;ente in moto, non <br /> risente delle deformazioni relativistiche che assumono -quindi- un <br /> carattere (se deformative &ldquo;da U1&rdquo;) solo &ldquo;localistico&rdquo;. Le forze -di <br /> azione e reazione dalla sonda stessa- prelevando una massa effettiva non <br /> ancora evaporata a causa della velocit&agrave; v=0.998 c, pari a circa m0/15, e <br /> portandola ad evaporare del tutto grazie al 3&deg; principio suddetto, <br /> quando v=c, mostrano E=m0*c^2 come solo equivalente energetico della <br /> massa originaria. Se il processo fosse avvenuto tutto tramite il <br /> principio di azione e reazione, la energia spesa per l&rsquo;aumento di <br /> velocit&agrave; non sarebbe stata deformata da fattori relativistici risultando <br /> (l&rsquo;energia cinetica da imporre) E=1/2 m0*v^2 anche quando v=c. Da cui si <br /> potr&agrave; sperimentare (ad esempio in micro-robotica) di accelerare una <br /> piccola massa da un laboratorio, come LHC, e dare solo la spinta finale <br /> con il principio di azione e reazione, e si potr&agrave; verificare che la <br /> velocit&agrave; della luce sar&agrave; raggiunta, ma con un dispendio di energia <br /> maggiore, di quello che sarebbe stato necessario agendo con un principio <br /> di azione e reazione da v=0 a v=c.<br /> Per maggiori informazioni sulle dinamiche transUniverso .. segnalo <br /> il seguente link:<br /> <br /> https://6viola.wordpress.com/2016/04/11/time-machine-past-future-mathematics/ <br /> RELATIVISTIC DYNAMICS (SPACE: not_Ui)  

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