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L'energia nucleare in Italia

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  Inviato da: Roberto Deboni DMIsr  Mostra tutti i messaggi di Roberto Deboni DMIsr
Titolo: Re: Sui cambiamenti NON tecnici che l'industria nucleare deve fare se vuole sopravvivere
Newsgroup: it.discussioni.energie-alternative, it-alt.discussioni.energia-nucleare
Data: 21/11/2016
Ora: 19:49:41
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  On 2016-11-21, Claiudio &lt;claiudio@libero.it&gt; wrote:<br /> &gt; http://www.neimagazine.com/opinion/opiniontransforming-nuclear-economics-why-and-how-5665711/<br /> &gt;<br /> &gt; In soldoni, nei decenni passati gli impianti nucleari sono stati <br /> &gt; costruiti perch&eacute; permettono di produrre tanta energia a costi <br /> &gt; ragionevoli e in modo predicibile.<br /> &gt; &Egrave; quindi un volere tagliarsi gli attributi &quot;concorrere&quot; alle rinnovabili <br /> &gt; sul piano delle (non) emissioni di carbonio.<br /> <br /> Non capisco. Il nucleare e' alternativo al termoelettrico, o alla combinazione<br /> &quot;combination of ... gas-fired power and renewables&quot;, ove per rinnovabili vanno<br /> ovviamente intese eolico e fotovoltaico. Il termoelettrico a concentrazione<br /> solare, quando munito di una grossa quantita' di accumulo termico (oltre le<br /> 15 ore) ha una posizione piu' vicina a quella dell'idroelettrico a bacino che<br /> quello delle &quot;nuove rinnovabili&quot;. Anzi, al TCS si puo' ritenere una<br /> rinnovabile &quot;classica&quot; come l'idroelettrico, avendo avuto i primi impianti su<br /> scala industriale gia' negli anni '80.<br /> <br /> Rileggendo, ho individuato la peggiore mistificazione della propaganda pseudo<br /> ambientalista &quot;stile Verde&quot;, ed e' quella di utilizzare costantemente il<br /> termine &quot;rinnovabili&quot; quando, in realta' intendono la combinata eolico e<br /> fotovoltaico (e quale ridicola esistenza di energia dalle onde), in realta'<br /> snobbando l'idroelettrico classico, anzi spesso scippando tale settore<br /> della sua produzoine maggioritaria, quando si mettono a snocciolare le<br /> statistiche sulle &quot;rinnovabili&quot; (nel qualcaso ci mettono dentro tutto).<br /> In questo modo tengono fuori dalla porta il TCS (e sarebbe veramente<br /> interessante riuscire ad inchiodare uno di questi fanatici per fargli sputare<br /> fuori perche' non vogliono il TCS, anche nella sua versione senza l'uso<br /> quotidiano delle caldaie a gas e magari invece con le pecore a pascolare<br /> in mezzo agli specchi) ed ignorano il ridotto geotermoelettrico.<br /> E' evidente la presenza di una propaganda (che non e' mai razionale),<br /> principalmente originante dai due paesi neofascisti, Germania ed Italia.<br /> E gli accordi e gli &quot;inchini&quot; nei comportamenti fatti verso varie nazioni<br /> esportatrici di combustibili fossili, fa sospettare (per me e' certezza)<br /> che la ragione che guida questa propaganda e' la salvaguardia del mercato<br /> dei combustibili fossili, ovviamente perche' personaggi come chi tira le<br /> fila del sig.Renzi ed altri personaggi degli ultimi governi, sono stati<br /> corrotti o sono gli stessi interessati al mercato del fossile.<br /> Il che ci porta alla faccenda successiva ...<br /> <br /> &gt; Ma comunque tutto questo non conter&agrave; niente, finch&eacute; non si capir&agrave; come <br /> &gt; superare la &quot;paura delle radiazioni&quot; e recuperare &quot;accettabilit&agrave; sociale&quot;.<br /> <br /> Io oscillo tra momenti di pazienza nel spiegare le cose ed irritazione di<br /> fronte a comportamenti senza senso ... in base alla mie conoscenze. Ed e'<br /> questo la questione piu' difficile da accettare: che spesso la paura<br /> del nucleare e' originata semplicemente da una totale ignoranza scientifica<br /> (e l'Italia non ha mai avuto una popolazione particolarmente attratta<br /> dalle scienze, nonostante abbia generato menti eccezionali in tale<br /> settore). Ignoranza scientifica abilmente manipolata dalla propaganda su<br /> citata. Propaganda che ha dalla sua una efficiente censura. Non e' una<br /> censura dichiarata, se la citate, incontrate un coro a negarne<br /> l'esistenza, ma e' evidente nel taglio QUOTIDIANO delle notizie, e'<br /> evidente nel rapporto tra il numero di volte in cui viene citata o<br /> vengono riportate interviste di personaggi di Greenpeace ed il numero di<br /> volte in cui lo stesso avenga verso interventi favorevoli al nucleare.<br /> <br /> Quindi, qualsiasi ipotesi di informazione &quot;pubblicitaria&quot; che cerchi di<br /> smitizzare le paure e correggere gli strafalcioni (per non dire peggio:<br /> secondo me sono errori deliberati, studiati a tavolino per il massimo<br /> effetto negativo, senza pero' dare l'aria di fare parte di un attacco<br /> antinuclearista) che spesso ci tocca sentire sul nucleare (come la<br /> nenia costante che il combustibile esausto, malevolmente denominato<br /> &quot;scoria nucleare&quot;, sia un problema in termini di smaltimento, quando<br /> in realta' e' una risosra e per tale ragione nessuno lo &quot;smaltisce&quot;,<br /> semmai lo tengono in depositi per uso futuro) e' destinata a cadere nel<br /> vuoto o, peggio, fare la fine dello spot di forum nucleare.<br /> <br /> Ancora una volta, vale la similitudine con il destino assegnato al TCS<br /> in Italia. Parimenti, avendo cacciato un premio Nobel che non si poteva<br /> zittire (il sig.Rubbia), ora c'e' una censura parimenti efficace come<br /> quella sul nucleare, con frequenti citazioni delle vaneggianti tesi dei<br /> personaggi del partito del sig.Berlusconi, ovvero di assurdi difetti<br /> del TCS. Ed il risultato e' evidente quando si nota come il pregevole<br /> intervento di Report della sig.Gabanelli, che ha chiaramente spiegato<br /> cosa sta avenendo a torto contro il TCS in Sardegna, e' sostanzialmente<br /> caduto nel silenzio. Ancora una volta si puo' notare la tremenda<br /> efficacia della censura: &quot;se non si puo' replicare vincendo, lo si<br /> seppellisce nell'oblio, senza neanche degnarli di una critica&quot;.<br /> E cosi', invece di una sollevazione popolare per chiedere conto della<br /> porcata messa allo scoperto da Report, o di ulteriore informazione<br /> che spieghi sotto forma di numeri (in &quot;euro&quot;) del significato del<br /> sabotaggio del TCS, abbiamo un silenzio glaciale.<br /> <br /> &gt; Beh, lodevole punto di vista: a dire che sei favorevole al nucleare, ti <br /> &gt; vedono quasi peggio di un pedofilo.<br /> <br /> Nella mia esperienza la reazione e' di incredulita', non negativa come<br /> iperbolicamente da lei esemplificato.<br /> <br /> &gt; Mio commento<br /> &gt; Insomma, si ritorna sempre al solito problema: mancanza di comunicazione <br /> &gt; e VOGLIA di comunicare.<br /> &gt; Da una parte c'&egrave; chi sa tutto di un argomento ma non capisce un razzo di <br /> &gt; altro, quindi non sa mettersi nei panni dell'interlocutore.<br /> &gt; Dall'altra parte, c'&egrave; chi non sa un razzo di tutto, ma crede di essere <br /> &gt; lo stesso un tuttologo.<br /> &gt; E a tutti questi ultimi farei scrivere 100 volte:<br /> &gt; meno sai di un argomento, e pi&ugrave; pensi di conoscerlo.<br /> <br /> Per dirla come Churchill, sul nucleare: &quot;Mai su un argomento, cosi' tanti<br /> sanno cosi' poco, di cio' che cosi' pochi sanno cosi' tanto.&quot;<br /> <br /> Quindi, il mio commento alle argomentazioni della fonte da lei citata e' che<br /> hanno senso solo nei paesi in cui il nucleare e' ancora una industria attiva.<br /> <br /> In Italia, invece, il nucleare parte come i sig.ri Fortuna e Baslini quando<br /> hanno introdotto la legge sul divorzio. Parlare prima del 1970 di divorzio<br /> significava violare un tabu'. Ma quando, grazie alla legge, tanti sono<br /> usciti allo scoperto, l'argomento era diventato all'ordine del giorno. Ed<br /> infatti il referendum abrogativo fu battuto sonoramente (e quella volta,<br /> veramente, la decisione e' stata presa dalla maggioranza degli italiani:<br /> 19,1 milioni su 37,6 milioni di aventi diritto).<br /> <br /> Quindi, non vedo altra soluzione, che non richieda tempi generazionali, di<br /> un intervento governativo, come allora. Quella del sig.Berlusconi e' stata<br /> appunto una occasione del genere andata persa. Una volta avviato il<br /> programma nucleare, la &quot;paura dell'uomo nero&quot; sarebbe gradualmente scomparsa<br /> (anche se ci sarebbe stato da aspettersi violente manifestazioni come quelle<br /> dei no-TAV nella Val di Susa).<br /> <br /> Si potrebbe pero' anche &quot;agire sui fianchi&quot;, ovvero avviando una campagna<br /> seria a favore del TCS, fino al punto di fare uscire alla scoperto il<br /> perche' &quot;vero&quot; della opposizione sfrenata esplicita dal 2006 ad oggi. E<br /> probabilmente si vedrebbe il collegamento con l'antinuclearismo.<br /> Il vantaggio collaterale e' che la diffusione del TCS in Italia andrebbe<br /> grandemente a favore della autonomia energetica nazionale e di un<br /> rinascimento dell'industria metalmeccanica, specialmente locale, di<br /> medie imprese.<br />  

Il thread:
da leggere Claiudio 21/11 16:07
Sui cambiamenti NON tecnici che l'industria nucleare deve fare se vuole sopravvivere
   da leggere Roberto Deboni DMIsr 21/11 19:49
Re: Sui cambiamenti NON tecnici che l'industria nucleare deve fare se vuole sopravvivere
      da leggere Bowlingbpsl 22/11 10:36
Re: Sui cambiamenti NON tecnici che l'industria nucleare deve fare se vuole sopravvivere
         da leggere Roberto Deboni DMIsr 23/11 00:01
Re: Sui cambiamenti NON tecnici che l'industria nucleare deve fare se vuole sopravvivere
            da leggere Bowlingbpsl 23/11 09:43
Re: Sui cambiamenti NON tecnici che l'industria nucleare deve fare se vuole sopravvivere
 

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