Utenti collegati: 25 
 
it.scienza.fisica
Le leggi della natura

Indice messaggi | Invia un reply | Tutti i newsgroup | Cerca | Statistiche 



  Inviato da: lino.zamboni@gmail.com  Mostra tutti i messaggi di lino.zamboni@gmail.com
Titolo: Vecchie cose estive .....
Newsgroup: it.scienza.fisica
Data: 08/12/2017
Ora: 16:51:15
Mostra headers
 
  <br /> A volte succede di ritornare su argomenti irrisolti o comunque lasciati in sospeso. Mi riferisco alla 2&deg; parte del post &quot;curiosit&agrave; pericolose&quot; dove discutevo del possibile significato della:<br /> 1) m = D*K*c*hbar<br /> <br /> <br /> Dove : m = massa elettrone (Kgmassa) ; hbar = costante di Planck ridotta (Joule*sec) ; c = velocit&agrave; della luce nel vuoto (metri/sec) ; D = costante unitaria (sec^2/metri^3) ; K = K(A) ; A = costante di struttura fine. Pongo : S = sqrt(A), in forma esplicita : K = (1/2)*S^4 + (1/2,5)*S^5 + (1/2 + 1/3)*S^6 + (1/2 + 1/2,5 + 1/3,5)*S^7 + .......<br /> <br /> <br /> La (1) approssima bene (fallisce alla 5&deg; cifra decimale) la massa dell' elettrone. La discussione verteva principalmente sul significato fisico di D e di K. In particolare venivano sollevate giuste eccezioni su:<br /> <br /> a) Non estendibilit&agrave; della (1) al caso dei neutrini (E. Fabri)<br /> b) Valore numerico e significato fisico di D (E. Fabri, G. <br /> Bibbiani, JTS)<br /> c) Carattere numerologico (quindi riproducibile in varia <br /> maniera) e non fisico di K (JTS)<br /> <br /> Una riflessione su tali eccezioni mi ha aiutato a fare qualche passo avanti verso una possibile &quot;interpretazione&quot; della (1) <br /> <br /> <br /> <br /> a)Paventando un'auspicabile applicazione esplicativa della QED alla (1), veniva eccepito che tale tecnica era superata rispetto alla teoria di Fermi relativa al neutrino. (Non specifico oltre). Ad oggi non ho ancora capito se la QED &egrave; applicabile o meno alla (1), quindi rinuncio, per ora, all'estensione della (1) ai casi neutrinici.<br /> <br /> b)Avevo gi&agrave; avanzato l'ipotesi che D potesse essere espressa<br /> come:<br /> <br /> 2) D = 1/(L*c^2) ci&ograve; &egrave; ovviamente valido se:<br /> <br /> 3) L = 1/c^2 (solo come valore numerico, non dimensionalmente) <br /> <br /> Noto che nel caso dell' elettrone posso scrivere:<br /> <br /> 4) m = hbar/(c*Lm) con: Lm = lunghezza d'onda di Compton <br /> ridotta per l' elettrone.<br /> <br /> la (4) pu&ograve; essere anche scritta, moltiplicando e dividendo il 2&deg; membro per K*c :<br /> <br /> 5) m = hbar*c*K/(K*Lm*c^2) per cui ponendo: L = K*Lm si ha: <br /> <br /> 6) m =hbar*c*K/(L*c^2) e quindi: m = hbar*c*K*D <br /> <br /> dove: L = K*Lm &egrave; valida se la (1) &egrave; valida e viceversa. <br /> <br /> K &egrave; eguale a circa : 2,8813*10^(-5) , solo per tale valore sono valide le (1) , (2) , (3).<br /> <br /> <br /> c)Questa parte &egrave; ovviamente la pi&ugrave; delicata e complessa. Ho cercato di ricostruire una possibile linea di ragionamento partendo da elementi fisici e formali per giustificare la (1).<br /> Risulta evidente che il risultato &egrave; parziale anche se mi sembra che presenti aspetti interessanti.<br /> <br /> <br /> Premetto che Fermi, Feynman ed altri(i riferimenti sono nel post citato) hanno affrontato il problema della massa elettromagnetica dell' elettrone &quot;dividendo&quot; quest' ultimo in maniera &quot;geometrica&quot; (sfera carica costituita da piccole parti di carica elettrica).Non vado avanti su varianti e problematiche citate in particolare da Feynman. Suddivido la carica dell' elettrone in altra maniera. Considerando la :<br /> <br /> 7)e = sqrt(4*Pi*eps0*hbar*c*A) con evidente significato dei <br /> simboli e unita' di misura congruenti con quelle gia' citate. <br /> Pongo per comodit&agrave; : S = sqrt(A) , quindi posso scrivere: <br /> <br /> 8)e = sqrt(4*Pi*eps0*hbar*c*(a1*S^2 + a2*S^3 + a3*S^4 +..)*Rm/L)<br /> <br /> con Rm = raggio classico dell' elettrone e avendo sviluppato S<br /> in una particolare serie di potenze dove gli &quot;ai&quot; sono <br /> incogniti. Elevando al quadrato e manipolando la (8) ottengo:<br /> <br /> 9)e^2/(4*Pi*eps0*Rm)=hbar*c*(b1*S^4+2*b2*S^5+3*b3*S^6+..)*Rm/L<br /> <br /> dove i &quot;bi&quot; si possono ricavare dagli &quot;ai&quot; e comunque <br /> rimangono incogniti. Indico il termine tra parentesi al 2&deg; <br /> membro con K1 e pongo:<br /> <br /> 10)U = e^2/(4*Pi*eps0*Rm) = hbar*c*K1/L con evidente <br /> significato di U. Esplicitando la (10) si ha:<br /> <br /> 11)U=hbar*c*b1*S^4/L + 2*hbar*c*b2*S^5/L + 3*hbar*c*S^6/L +..<br /> <br /> che si puo' anche scrivere:<br /> <br /> 12)U = b1*E1 + 2*b2*E2 + 3*b3*E3 + .... oppure:<br /> <br /> 13)U = b1,1 *E1 + (b2,1 + b2,2)*E2 + (b3,1 + b3,2 + b3,3)*E3 +..<br /> <br /> I singoli termini del 2&deg; membro che contengono Ei hanno dimensioni di una energia quindi devono essere tutti positivi,<br /> Questo fatto implica una precisa selezione a tutti i candidati<br /> <br /> di K1 (e di K). Non conosco un metodo (se esiste) per calcoare direttamente i coefficienti &quot;bi,j&quot; per cui posso fare solo delle ipotesi ragionevoli sulla loro &quot;distribuzione&quot;.<br /> Le ipotesi fondamentali sono 2.<br /> <br /> A)Per ogni gruppo di coefficienti inerenti ad un certo &quot;Ei&quot; suppongo una sovrapposizione di due serie armoniche di ugual passo, troncate e opportunamente &quot;sfasate&quot;.<br /> Per brevit&agrave; faccio solo un esempio, dove c'&egrave; un numero consistente di coefficienti &quot;bi,j&quot;, relativo a E5:<br /> <br /> 1&deg; successione: b5,1 = 1/2; b5,3 = 1/3; b5,5 = 0<br /> 2&deg; successione: b5,2 = 1/2,5; b5,4 = 1/3,5 <br /> <br /> successione completa: 1/2 ; 1/2,5 ; 1/3 ; 1/3,5 ; 0<br /> <br /> B)Ogni termine trasla il coefficiente di valore pi&ugrave; basso (escluso lo 0) al termine antecedente:<br /> <br /> E1&lt;--1/2&lt;--E2&lt;--1/2,5&lt;--E3&lt;--1/3&lt;--E4&lt;--1/3,5&lt;--E5&lt;--<br /> <br /> Si pu&ograve; allora scrivere:<br /> <br /> 14)U= E1*1/2 + E2*1/2,5 + E3*(1/2 + 1/3) + E4*(1/2 + 1/2,5 + <br /> 1/3,5) + E5*(1/2 + 1/2,5 + 1/3 + 1/4) +...<br /> <br /> Esplicitando gli &quot;Ei&quot; e raccogliendo L si ha:<br /> <br /> 15)U/c^2 = K1*hbar*c/(L*c^2) ricordando la (2) e che U=m*c^2 <br /> <br /> si ottiene K1 = K e la (1).<br /> <br /> <br /> <br /> Rappresentando la struttura della (14) in una opportuna forma matriciale, il vettore stringa : (E1,E2,E3,E4,...)*L ed il vettore colonna (2*L , 2,5*L , 3*L , 3,5*L , ...) generano, in maniera opportuna ai loro incroci, gli elementi di una matrice che ha diverse propriet&agrave;. Una delle proprieta' interessanti &egrave; la seguente:<br /> <br /> Considerando gli elementi &quot;colonna&quot;: 2*L , 2,5*L , 3*L ,... come livelli a cui competono i sottolivelli: E1,E2,E3,.... si puo' vedere come fissato un livello si ha: En/E(n-1) = S , con qualche analogia con modelli conosciuti.<br /> L'ipotesi (B) puo' anche essere espressa come la mancanza, ad ogni livello, del relativo 2&deg; sottolivello.<br /> <br /> Quanto esposto, trascurate per brevita',precisazioni preliminari ritenute ovvie, non puo' essere configurato come modello teorico, perch&egrave; sarebbe necessario un calcolo diretto dei &quot;bi,j&quot;, oppure riscontri sperimentali correlati alle regolarita' della matrice citata.<br /> <br /> Salvo &quot;orrori&quot; od omissioni<br /> <br /> Lino  

Invia una risposta:

Nome:

Email:

Titolo:

Testo:


Attenzione: l'invio del messaggio richiede diversi secondi.
Non premere pi´┐Ż volte il tasto "Invia".

 © Sergio Simonetti 2001 Che cos'è Links