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La storia, da antica a contemporanea

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  Inviato da: Pomero  Mostra tutti i messaggi di Pomero
Titolo: 14 Luglio 1948 - L'attentato a Togliatti
Newsgroup: it.cultura.storia
Data: 14/07/2010
Ora: 12:17:57
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  <br /> I ricordi sono come uova d'uccello nel nido<br /> l'anima gli riscalda per lunghi anni<br /> e d'un tratto essi rompono il guscio<br /> disordinatamente, inesorabilmente<br /> Ismail Metter<br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br /> L'attentato a Togliatti:<br /> <br /> <br /> Sessantadue anni fa alle 11,30 del 14 luglio 1948, a Roma, poco fuori <br /> Montecitorio, uno studente siciliano di destra, Antonio Pallante, sparava al <br /> segretario del partito comunista Palmiro Togliatti, ferendolo gravemente.<br /> Il giornale radio delle 13 diffonde la notizia e subito l'Italia viene <br /> scossa dal pi&ugrave; grande sciopero generale politico della sua storia, scoppiato <br /> ovunque in modo spontaneo e caratterizzato da gravissimi disordini.<br /> Nel pomeriggio la Direzione del PCI chieder&agrave; in un comunicato le dimissioni <br /> del governo &quot;della discordia, della fame e della guerra civile&quot;, mentre solo <br /> alle 24 la maggioranza socialcomunista della CGIL prender&agrave; atto della <br /> situazione proclamando ufficialmente lo sciopero.<br /> Che ruolo svolse la &quot;rossa&quot; Toscana in quelle &quot;calde&quot; giornate di met&agrave; <br /> luglio 1948? A stare ai media indubbiamente rilevante, visto che Abbadia San <br /> Salvatore sul Monte Amiata &egrave; considerato il luogo in cui avvenne il pi&ugrave; <br /> clamoroso episodio di rivolta nel Paese Per comprendere meglio anche quel <br /> che avvenne in Toscana occorre premettere che l'attentato fu indubbiamente <br /> il prodotto delle tensioni politiche che avevano segnato una campagna <br /> elettorale di eccezionale asprezza, condotta dalla DC e dalla Chiesa nel <br /> segno di una &quot;crociata&quot; anticomunista e conclusasi il 18 aprile con la <br /> sconfitta del Fronte Popolare.<br /> <br /> In questo quadro poco rassicurante il militante comunista, ricordando la <br /> strage di Portella delle Ginestre del 1&deg; maggio 1947, pensa subito che l'attentato <br /> al suo indiscusso e prestigioso leader, sia preludio ad una sorta di golpe <br /> governativo, ispirato dagli USA e dai circoli clerico-reazionari, mirante a <br /> mettere fuorilegge il PCI.<br /> Ecco che allora in quel luglio, nei centri di pi&ugrave; forte tradizione <br /> resistenziale, al Nord come in Toscana, senza aspettare ordini da Roma, la <br /> gestione della crisi viene assunta da una sorta di &quot;partito parallelo&quot; <br /> guidato dagli ex-partigiani che sostanzialmente non avevano disarmato. Un'organizzazione, <br /> la cui esistenza fu poi ammessa da vari dirigenti del PCI, preposta a <br /> difendere il partito e le libert&agrave; democratiche, ma che per un <br /> incontrollabile &quot;eccesso di risposta&quot;, avrebbe anche potuto assumere un <br /> ruolo rivoluzionario.<br /> Del resto si &egrave; poi saputo che anche nel fronte opposto esistevano gruppi <br /> clandestini addestrati per entrare in azione in caso di una rivoluzione <br /> comunista o di una invasione sovietica.<br /> In quei giorni su tutte le strade toscane sorgono posti di blocco presidiati <br /> dai dimostranti e si pu&ograve; circolare solo col lasciapassare delle <br /> organizzazioni contadine ed operaie come ad es. succede a Colle Val d'Elsa <br /> all'ordinario militare mons. Ferrero di Cavallerleone: &quot;Tutti i passeggeri <br /> sono stati obbligati a scendere e condotti alla locale Camera del Lavoro. <br /> Qui l'ordinario militare &egrave; stato riconosciuto da un capitano dei carabinieri <br /> e subito rilasciato.[poi] &egrave; stato fermato un'altra volta a Volterra ma &egrave; <br /> stato fatto ripartire subito.&quot; Si evince inoltre, da questa cronaca de &quot;La <br /> Nazione&quot; del 17.7, che forze dell'ordine, laddove non hanno uomini e mezzi <br /> per contrastare i dimostranti. si adeguano.<br /> Si verificano anche casi di fraternizzazione come accade a Siena dove tre <br /> autoblindo della polizia cercano di affrontare i circa 400 dimostranti che <br /> assediano il Monte dei Paschi: ad un tratto esce dalla torretta un agente <br /> che si qualifica come ex-partigiano lombardo e chiede come comportarsi ai <br /> dirigenti comunisti presenti. I blindati in quel caso verranno ritirati, ma <br /> pochi giorni dopo quel poliziotto sar&agrave; prima picchiato dai colleghi, poi <br /> sottoposto a procedimento disciplinare e congedato. In altri frangenti e con <br /> varie modalit&agrave; si cerca di neutralizzare le forze dell'ordine, scriver&agrave; <br /> infatti &quot;L'Unit&agrave;&quot; del 20.7: &quot;a Firenze le forze di polizia sono rimaste <br /> consegnate nelle caserme&quot;, mentre a Prato &quot;la polizia [che] aveva proceduto <br /> all'arresto di due operai . poi &egrave; stata costretta a rilasciarli dietro la <br /> pressione .delle masse popolari sulla caserma [e] non &egrave; pi&ugrave; intervenuta&quot;.<br /> A Firenze venne occupata con una certa &quot;eleganza la stazione ferroviara di <br /> Rifredi, per impedire ipoteticamente l'avvio dei treni sospetti verso <br /> Bologna<br /> fu occupato &quot;per tradizione&quot; la strada che da Rifredi porta a Sesto <br /> Fiorentino. in memoria delle barricate del 1923<br /> Anche ad Arezzo i manifestanti impongono la liberazione dal carcere di <br /> alcuni attivisti arrestati nei mesi precedenti durante manifestazioni, <br /> scioperi e occupazioni di fabbriche e lo stesso accade nella &quot;bianca&quot; Lucca <br /> dove, nota &quot;L'Unit&agrave;&quot; del 21.7 &quot;Tanto il Prefetto, come il Questore . <br /> aderivano al rilascio dei lavoratori in arresto arbitrario&quot;.<br /> Laddove non &egrave; possibile fraternizzare o neutralizzare si hanno scontri <br /> aperti come avviene, in frangenti diversi da quelli ricordati, nella stessa <br /> Siena, oppure a Certaldo, dove i carabinieri respingono un assalto alla loro <br /> caserma, mentre a Livorno gruppi di manifestanti sparano alle camionette <br /> della Celere nei pressi del monumento dei Quattro Mori, dove muore in <br /> circostanze mai chiarite l'operaio disoccupato Corrado Neri, e lungo la <br /> ferrovia per Vada. Particolarmente gravi gli incidenti nella citt&agrave; <br /> labronica: in p.za della Repubblica una colonna preceduta da due carabinieri <br /> in motocicletta e seguita da un'autoblindo e dai camion della Celere viene <br /> bloccata dai dimostranti che saltano addosso ai carabinieri e danno fuoco <br /> alla motocicletta; poco prima in via De Larderel era stato accoltellato ed <br /> ucciso il poliziotto Giorgio Lanzi: per ironia della sorte si era arruolato <br /> nel 1945 dopo avere combattuto come partigiano durante la Resistenza ed <br /> alcune testimonianze assicurano che era uno dei pochi agenti iscritti al PCI <br /> non ancora &quot;epurati&quot; da Scelba.<br /> Nelle campagne toscane le leghe di mezzadri e braccianti in lotta per la <br /> stipula di nuovi patti agrari, approfittano della situazione per occupare le <br /> aziende e trattare &quot;da pari a pari&quot; col padronato. Per tutti un caso <br /> emblematico, quello accaduto nella zona di Montepulciano all'agrario <br /> Giuseppe Mucciarelli la cui villa viene invasa da una folta delegazione che <br /> chiede la revisione dell'accordo sulla divisione dei cereali: il Mucciarelli <br /> cerca inutilmente di imporsi, poi telefona al maresciallo dei carabinieri <br /> invocando soccorso, ma quest'ultimo gli risponde che, con quello che sta <br /> succedendo in giro, non ci pensa neppure a mandare i suoi uomini per quella <br /> che ora gli appare come una normale trattativa sindacale, per cui, alla <br /> fine, il Mucciarelli si rassegna a firmare l'accordo.<br /> Se questo accade nelle aziende agricole, nei centri urbani grandi e piccoli <br /> le sedi confindustriali o &quot;clerico-fasciste&quot; sono sotto assedio un po' <br /> ovunque.<br /> Ad esempio &quot;La Nazione&quot; del 17 luglio riporta che a Pistoia nella &quot;sede <br /> della DC, in via de' Rossi. I locali venivano messi a soqquadro e le carte <br /> incendiate sulla via&quot; e mentre a Piombino &quot;Le sedi della Dc e dell' Azione <br /> cattolica sono distrutte&quot;, a Pontassieve viene devastata la sezione delle <br /> ACLI.<br /> Se ad Arezzo i dimostranti riescono a distruggere solo i giornali murali <br /> posti &quot;dinanzi alla sede della DC&quot;, a Firenze un gruppo di manifestanti <br /> irrompe nei locali dell' Associazione industriali, mettendoli a soqquadro e <br /> distruggendo &quot;arredi, macchine e attrezzature&quot;, mentre un altro gruppo <br /> assalta in via de' Servi la sede del MSI: &quot;Gli uffici .vengono devastati, <br /> molto materiale viene portato via, a cominciare dagli elenchi degli <br /> iscritti, poi i locali vengono dati alle fiamme&quot;.<br /> Dunque mai come in quelle giornate in Toscana, come nel resto del Paese, il <br /> &quot;segno&quot; che avrebbe fatalmente aperto scenari greci fu pi&ugrave; volte sul punto <br /> di esser passato (forze contrapposte spingevano per situazioni di &quot;non <br /> ritorno&quot;), ma alla fine il buonsenso prevalse: informali contatti fra <br /> governo e sinistra chiarirono che non c'era nessuna intenzione di effettuare <br /> un golpe anticomunista, mentre da parte della direzione nazionale del PCI, <br /> anche su indicazione di Togliatti, le cui condizioni andavano migliorando, <br /> si assicur&ograve; che si sarebbe fatto tutto il possibile per riportare la <br /> situazione nella legalit&agrave;.<br /> <br /> Il 16 luglio, alle ore 12, lo sciopero generale termina: &quot;il via&quot;, tanto <br /> atteso da gran parte della base del PCI, non c'&egrave; stato, n&eacute; ragionevolmente <br /> ci poteva essere, ed anche nella nostra regione il Centro del partito, con l'invio <br /> da Roma di noti dirigenti toscani come Ilio Barontini, Alfredo Scappini, <br /> Vittorio Bardini, ecc., pu&ograve;, seppur faticosamente, far &quot;rientrare&quot; la <br /> situazione.<br /> <br /> Resta aperta la questione della rivolta di Abbadia S. Salvatore dove, com'&egrave; <br /> noto, i dimostranti avevano assediato la strategica centrale telefonica e <br /> dove erano stati uccisi due poliziotti. Situazione che registrer&agrave; un <br /> ulteriore tragico strascico il 18 luglio in via di Citt&agrave; a Siena quando, in <br /> occasione dei funerali degli agenti uccisi, morir&agrave; il capolega della <br /> Federterra Severino Meiattini. Ma nel caso dell'Amiata, come ha notato Anna <br /> Rita Gori nel n. 54 di &quot;Microstoria&quot;, &quot;l'arrivo massiccio della polizia e la <br /> conseguente fuga in montagna di molti dimostranti segnarono il punto di non <br /> ritorno della vicenda&quot; che, al di l&agrave; dell'oggettiva gravit&agrave; dei fatti, fu <br /> per&ograve; strumentalizzata da Scelba per accreditare lo schema: &quot;Pci = pericolo <br /> per la democrazia&quot; e scatenare una reazione che servisse da monito per il <br /> futuro. Tra le varie sommosse esplose in quel luglio in Italia il ministro <br /> degli Interni scelse proprio quella amiatina perch&eacute; passare al setaccio ed <br /> imporre il silenzio ad un'intera popolazione era operazione pi&ugrave; semplice da <br /> effettuare in un paese isolato a 800 metri d'altezza, che invece in una <br /> grande citt&agrave;, ad es. Genova dove, come ad Abbadia, era intervenuto anche l'esercito, <br /> ma forse si era passato ben di pi&ugrave; &quot;il segno&quot;.<br /> <br /> Quel che &egrave; certo &egrave; che alla fine di quelle giornate si registreranno 16 <br /> morti e alcune centinaia di feriti; entro la met&agrave; di agosto verranno <br /> eseguiti 7mila tra arresti e denunce che si protrarranno poi anche per tutta <br /> la prima met&agrave; degli anni '50. Il bilancio di un biennio di repressione verr&agrave; <br /> elencato da Pietro Secchia in Senato nell'ottobre del 1951: 62 lavoratori <br /> uccisi, pi&ugrave; di 3.000 feriti, oltre 90.000 arrestati e circa 20.000 condanne, <br /> per 7.598 anni di carcere complessivi.<br /> Il &quot;popolo della sinistra&quot; dovr&agrave; attendere il luglio 1960 per tornare da <br /> protagonista sulle piazze italiane con le grandi manifestazioni antifasciste <br /> che provocarono la caduta del governo del dc Tambroni appoggiato dal MSI.<br /> <br /> un sentito ringraziamento a chi mi ha aiutato<br /> Pomero<br /> <br /> <br />  

Il thread:
da leggere Pomero 14/07 12:17
14 Luglio 1948 - L'attentato a Togliatti
   da leggere pollo 14/07 20:44
Re: 14 Luglio 1948 - L'attentato a Togliatti
 

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