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La politica di Rifondazione Comunista

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  Inviato da: Theo Gattler  Mostra tutti i messaggi di Theo Gattler
Titolo: Quelli dei barconi....
Newsgroup: it-alt.politica.rifondazione-comunista
Data: 26/08/2014
Ora: 19:39:46
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From: "Theo Gattler" <21858invalid@mynewsgate.net>
Newsgroups: it-alt.politica.rifondazione-comunista
Subject: Quelli dei barconi....
Message-ID: <2014082617394621858@mynewsgate.net>
Date: Tue, 26 Aug 2014 17:39:46 GMT
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<br /> http://www.eugeniobenetazzo.com/discriminazione-verso-italiani/<br /> <br /> QUELLI DEI BARCONI<br /> pubblicato in data 15 ago 2014 | Scarica in PDF | Stampa |<br /> Invia a un amico<br /> Vai agli altri articoli<br /> puff<br /> <br /> Alcuni giorni fa sono ritornato in Italia per partecipare come guest<br /> speaker ad un convegno sulle opportunit&agrave; di delocalizzazione all&rsquo;estero<br /> e sugli incentivi fiscali che alcuni paesi in questo momento riconoscono<br /> a chi &egrave; disposto ad intraprendere un&rsquo;attivit&agrave; imprenditoriale o<br /> professionale al di fuori dei confini italiani. Terminata la tavola<br /> rotonda, il giorno dopo sono prontamente rientrato a Malta, senza<br /> ermarmi ulteriormente in Italia, solo ascoltare per alcuni minuti il<br /> tele giornale o leggere una prima pagina di un quotidiano italiano ormai<br /> mi fa venire la depressione e un senso di autocommiserazione. Per cui<br /> via dall&rsquo;Italia il prima possibile. Nel pomeriggio seguente decido di<br /> prendere un treno regionale che mi avrebbe portato a Brescia dove avrei<br /> trovato lo shuttle per Orio al Serio. Acquisto il biglietto alla<br /> stazione e salgo sulla prima carrozza individuando subito il controllore<br /> per chiedergli di timbrarmi il biglietto in quanto l&rsquo;obliteratrice<br /> esterna era fuori servizio. Non vi erano molti occupanti, soprattutto<br /> persone anziane e qualche studente. Il treno parte e con la mente inizio<br /> a ripensare alle difficolt&agrave; dell&rsquo;economia italiana, ai casi di studio<br /> affrontati il giorno prima, alla rabbia di chi fa impresa e si vede<br /> abbandonato a se stesso, alle richieste di giovani laureati che<br /> vorrebbero emigrare alla ricerca di un futuro pi&ugrave; gratificante.<br /> <br /> Dopo qualche fermata sale sulla mia carrozza un giovane diversamente<br /> bianco, vestito come un damerino, anelli di varia fattezza sulle dita,<br /> cappellino alla Puff Daddy e scarpe sportive da almeno 100 euro. Fa<br /> entrare nella carrozza anche una bicicletta sportiva nuova fiammante,<br /> stile city bike, che sembrava appena comperata e la posiziona senza<br /> farsi tanti scrupoli al mio fianco lungo il corridoio. Il controllore lo<br /> vede salire e gli si avvicina per chiedergli il biglietto. Risposta del<br /> giovane diversamente bianco: &ldquo;No biglietto&rdquo;. Il controlore a quel punto<br /> gli fa presente che deve fare il ticket sul treno con l&rsquo;aggravante della<br /> sanzione. Risposta del diversamente bianco: &ldquo;Capo no soldi, ma io bene&rdquo;.<br /> Il controllore chiede a quel punto un documento di riconoscimento per<br /> avvisare la stazione di polizia alla prossima fermata. Risposta: &ldquo;Capo,<br /> no documenti, io bene, io lavora&rdquo;. A quel punto, dopo aver notato che<br /> nella tasca destra aveva uno smartphone di qualche centinaia di euro, mi<br /> sono alzato e sono intervenuto con una certa decisione. &ldquo;Adesso basta,<br /> ne ho fin sopra di queste scene: adesso o paghi il biglietto come tutti<br /> gli altri o smonti dal treno&rdquo;. Risposta del diversamente bianco: &ldquo;Che<br /> cazzo vuoi biondo stronzo di merda&rdquo;.<br /> <br /> Faccio notare che improvvisamente questa persona ha dato dimostrazione<br /> di conoscere e parlare molto bene la ingua italiana, rispetto alla<br /> pantomima che ci aveva offerto quando &egrave; salito. Inteviene con non poca<br /> soggezione il controllore che mi invita cortesemente a sedermi e di<br /> lasciar perdere, allo stesso tempo fa segno con la mano al giovane<br /> diversamente bianco che deve smontare subito dal treno, il quale era<br /> ancora fermo in attesa di una coincidenza. A quel punto inizia il<br /> turpiloquio &ldquo;Pezzo di merda che vuoi da me, vai a fare in culo&rdquo;. Il<br /> controllore a quel punto con veemenza lo incita ad abbandonare la<br /> carrozza. Risposta del diversamente bianco: &ldquo;Italiani razzisti, siete<br /> tutti figli di puttana&rdquo;. Dopo altri &ldquo;complimenti&rdquo; che evito di riportare<br /> per decoro editoriale, finalmente il treno riparte dopo aver scaricato<br /> il passeggero candestino il quale a treno in movimento ha voluto<br /> salutare tutti i viaggiatori con il dito medio alzato e svariati sputi<br /> sui finestrini della carrozza. Si avvicina il controllore il quale mi<br /> ringrazia per il &ldquo;supporto&rdquo; psicologico che gli ho dato, ma al tempo<br /> stesso mi mette anche in guardia: &ldquo;Faccia attenzione, eviti in futuro di<br /> ripetere tale comportamento, se per caso ci fosse stato uno o pi&ugrave;<br /> conoscenti del diversamente bianco (lo ha indicato non con questo<br /> termine) avremmo rischiato il linciaggio o un coltello sulla schiena.<br /> <br /> Queste sono scene quotidiane sui treni italiani, sostanzialmente esiste<br /> la discriminazione al contrario: gli italiani devono pagare il ticket,<br /> mentre i diversamente bianchi hanno il privilege pass, persino sulle<br /> tratte delle Frecce. Oltre a loro ci sono anche gli zingari ed i rom che<br /> godono di una Exclusive Carta Viaggi che consente loro di poter salire<br /> su un treno senza mai pagare. Grazie alla stampa radical chic e al<br /> ridicolo buonismo di alcuni partiti politici questi diventano ulteriori<br /> motivazioni per andarsene da un paese alla sbando privo di leadership e<br /> soprattutto autorit&agrave;. Magari in un altro articolo vedr&ograve; di raccontare<br /> una vicenda analoga ma con esito tutt&rsquo;altro diverso che ho visto di<br /> persona in Germania. I passeggeri della carrozza che hanno assistito<br /> alla vicenda sono rimasti sgomenti, vedevo nei loro occhi un senso di<br /> paura ed anche disagio. Quando siamo arrivati al capo linea ho avuto<br /> tuttavia una piacevole ed inattesa sorpresa: mentre stavo scendendo<br /> dalla carrozza con le valigie, una signora anziana, abbronzata e molto<br /> elegante dall&rsquo;accento toscano, mi si &egrave; avvicinata furtivamente<br /> dicendomi: &ldquo;Ero seduta in fondo alla carrozza, ma ho assistito a tutta<br /> la scena, ho sempre votato per il centro sinistra e sono sempre stata a<br /> favore dell&rsquo;immigrazione, ma dopo quello che ho visto e sentito oggi con<br /> i miei stessi occhi, alle prossime elezioni voter&ograve; per chi vuole mettere<br /> un freno a queste vergognose situazioni&rdquo;.<br /> <br /> -- <br /> I SUPPORT DARREN WILSON
 

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