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Energia e dintorni

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  Inviato da: Roberto Deboni DMIsr  Mostra tutti i messaggi di Roberto Deboni DMIsr
Titolo: Perdite di energia in dettaglio ed evoluzione [BLOG]
Newsgroup: it.discussioni.energia
Data: 13/12/2017
Ora: 23:24:51
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  Mi riferisco alla perdite di energia utilizzate anche nelle<br /> fatture elettriche, con un valore convenzionale che alla<br /> data attuale, per i punti di prelievo in BT vale il 10,4%.<br /> <br /> Il documento che stabilisce i valori convenzionali e' il<br /> seguente, in vigore dal 19 ottobre 2017:<br /> <br /> &lt;https://www.autorita.energia.it/allegati/docs/09/TIS.pdf><br /> <br /> che si trova congelato nell'archivio internet come<br /> in vigore al 1 gennaio 2015:<br /> <br /> &lt;https://web.archive.org/web/20160808054022/http://www.autorita.energia.it/allegati/docs/09/TIS.pdf><br /> <br /> Uno studio, ed alcuni dei dati utilizzati dall'AEEGSI, lo<br /> trovate qui:<br /> <br /> &lt;https://www.autorita.energia.it/allegati/docs/12/013-12.pdf><br /> <br /> ed archiviato:<br /> <br /> &lt;https://web.archive.org/web/20170407204215/http://www.autorita.energia.it:80/allegati/docs/12/013-12.pdf><br /> <br /> Cominciamo dal documento del 1 gennaio 2015, a pagina 78<br /> (tabella 4), limitandoci ai punti di prelievo:<br /> <br /> Livello tensione perdite<br /> ----------------------------<br /> AAT - 380 kV 0,7%<br /> AAT - 220 kV 1,1%<br /> AT - 150 kV e oltre 1,8%<br /> MT 4,0%<br /> BT 10,4%<br /> <br /> Per i curiosi, la colonna &quot;C&quot; della tabella 4, come da<br /> articolo 76, indica la perdita di energia convenzionale<br /> che subiscono i produttori per &quot;arrivare&quot; al punto di<br /> immissione in media tensione e bassa tensione.<br /> <br /> Cioe', il produttore, quando arriva con la sua energia<br /> elettrica ad un punto di connessione a media tensione,<br /> si intende che abbia perso per strada il 2,4% della<br /> energia. Quindi, cio' che viene misurato al misuratore<br /> in quel punto di immissione, viene aumentato<br /> convenzionalmente del 2,4% in modo da risarcire il<br /> produttore di quello che ha perso per strada (in genere<br /> non per colpa sua, vista che la rete e' altrui, ovvero<br /> di Terna, etc.).<br /> Se invece il punto di arrivo e' un punto di connessione<br /> a bassa tensione, la perdita convenzionale e' stabilita<br /> nel 5,1% (sostanzialmente la voce maggiore che si aggiunge<br /> e' la perdita del passaggio dentro il trasformatore<br /> ribassatore).<br /> <br /> Le perdite tra punti di interconnessione tra reti sono<br /> come descritte, ovvero:<br /> <br /> Reti AAT<br /> Punto di misura in corrispondenza di un TF 380/220 0,8%<br /> Punto di misura in corrispondenza di un TF 220/ MT 1,1%<br /> Altro 0,9%<br /> <br /> Reti AT<br /> Punto di misura in corrispondenza di un TF AAT/ AT 1,1%<br /> Punto di misura in corrispondenza di un TF AT / MT 1,8%<br /> Altro 1,5%<br /> <br /> Reti MT<br /> Punto di misura in corrispondenza di un TF AT / MT 2,4%<br /> Punto di misura in corrispondenza di un TF MT / BT 4,0%<br /> Altro 3,2%<br /> <br /> Reti BT<br /> Punto di misura in corrispondenza di un TF MT / BT 6,6%<br /> Altro 8,5%<br /> <br /> Le maggiori perdite tra reti a MT e reti a BT sono<br /> dovute al fatto che di mezzo ci sono piu' passaggi<br /> nei trasformatori delle reti a tensione maggiore.<br /> <br /> Vediamo come cambiano i valori come da questo ottobre.<br /> Tutti i valori delle reti AAT ed AT sono rimasti uguali.<br /> Credo sia indicazione che le dorsali e le reti primarie<br /> sono gia' allo stato dell'arte.<br /> <br /> Invece in media tensione abbiamo un miglioramento delle<br /> perdite su punto di prelievo, che passano dal 4% al 3,8%<br /> Non vedo pero' alcun effetto di questo risparmio sulle<br /> sottostanti reti a BT, che rimangono al 10,4%.<br /> <br /> Invece i valori di interconnessione migliorano sia per<br /> la media tensione che per la bassa tensione, tranne<br /> che per i punti di immissione in BT:<br /> <br /> Immissione in MT passa da 2,4% ---&gt; 2,3%<br /> Immissione in BT aumenta da 5,1% ---&gt; 5,2%<br /> <br /> Sospetto che in questo c'entri il fotovoltaico ... ma<br /> vedremo piu' avanti.<br /> <br /> Ecco invece i valori di interconnessione:<br /> <br /> Reti MT<br /> Punto di misura in corrispondenza di un TF AT / MT 2,4% --&gt; 2,3%<br /> Punto di misura in corrispondenza di un TF MT / BT 4,0% --&gt; 3,5%<br /> Altro 3,2% --&gt; 2,9%<br /> <br /> Reti BT<br /> Punto di misura in corrispondenza di un TF MT / BT 6,6% --&gt; 5,2%<br /> Altro 8,5% --&gt; 6,5%<br /> <br /> I miglioramenti in MT avvengono gia' da tempo, infatti<br /> dal 2012, il valore della perdita convenzionale era del 4,7%,<br /> quindi l'evoluzione e' 4,7% (2012) --&gt; 4,0% (2015) --&gt; 3,8% (2017)<br /> Simile evoluzione in corrispondenza del TF MT/BT, che vale<br /> 4,7% (2012) ---&gt; 4,0% (2015) ---&gt; 3,5% (2017) e la voce<br /> altro che e' 3,6% (2012) ---&gt; 3,2% (2015) ---&gt; 2,9% (2017).<br /> Il prelievo BT e' inchiodato dal 2012 al 10,4% (e pari sono i<br /> valori delle interconnessione, cioe' 6,6% e 8,5%, che sono<br /> migliorati solo a partire dal 2017.<br /> <br /> Ma dove vanno i risparmi in MT, che per qualche ragione non<br /> sembrano &quot;percolare&quot; giu' fino alla BT ?<br /> <br /> Per trovare lumi, proviamo a leggere lo studio AEEGSI 13/2012/R/EEL<br /> <br /> Da pagina 3, leggiamo:<br /> <br /> &quot;La necessit&agrave; di revisione dei fattori di perdita standard ha<br /> trovato inquadramento in un contesto di evoluzione caratterizzato,<br /> da un lato, dallo sviluppo e crescita della generazione distribuita<br /> e, dall&rsquo;altro, dal costante processo di efficientamento delle reti<br /> elettriche, anche dal punto di vista gestionale. Tale evoluzione<br /> del settore ha impatto sulle perdite delle reti rispetto<br /> all&rsquo;assetto della rete presente nell&rsquo;anno 2004.&quot;<br /> <br /> Abbiamo quindi due effetti in gioco:<br /> <br /> a) efficientamento (ovvero potenzionamento delle reti elettriche e<br /> miglioramento della tecnologia dei trasformatori)<br /> b) generazione distribuita (i cui effetti non sono chiari a priori)<br /> <br /> Riguardo al punto a), l'Autorita' afferma che grazie a meccanismi<br /> tariffari incentivanti, c'e' stato un miglioramento dell'efficienza<br /> della rete (specialmente in MT, a quanto sembra).<br /> <br /> Riguardo al punto b), l'Autorita' scrive:<br /> <br /> &quot;da un lato, comporta l&rsquo;avvicinamento della produzione ai siti di<br /> consumo, con conseguente diminuzione delle perdite; dall&rsquo;altro,<br /> per effetto della localizzazione di alcune fonti rinnovabili in<br /> zone prive o con limitati consumi, pu&ograve; anche determinare un<br /> incremento delle perdite di rete e la modifica delle modalit&agrave;<br /> di esercizio e gestione delle reti;&quot;<br /> <br /> Per come la vedo io, il piccolo fotovoltaico, quello sui tetti<br /> dei fabbricati, per capirci (domestico e non), probabilmente<br /> diminuisce le perdite di trasmissione (ma ne origina di altro<br /> tipo, quelle per la stabilizzazione della rete), mentre invece<br /> il grosso fotovoltaico, quello dei grossi impianti voluti dal<br /> sig.Berlusconi, si trovano inevitabilmente in localita'<br /> &quot;decentrate&quot; (vicino alle citta' non ci sono gli ampi spazi<br /> per impianti di quella taglia, ovvero 50-100 ettari) e quindi<br /> la corrente deve prima essere innalzata almeno a MT tensione,<br /> avvicinata ai luoghi di consumo, ribassata a BT tensione e<br /> quindi abbiamo almeno due passaggi, che se avvengono sugli<br /> impianti esistenti, vanno ad aumentare le perdite.<br /> <br /> In fondo alla pagina 3 c'e' una informazione &quot;sibillina&quot;:<br /> <br /> In particolare, le perdite effettive delle reti di<br /> distribuzione risultano:<br /> - a livello medio nazionale, superiori alle perdite standard;<br /> (questa e' la parte che non mi e' chiara)<br /> - differenziate a livello territoriale<br /> <br /> A pagina 4, riguardo alle differenze a livello territoriale:<br /> <br /> &quot;... tale differenziazione territoriale sia ascrivibile solo in<br /> parte alle caratteristiche tecniche delle reti di distribuzione<br /> e alla diversa concentrazione territoriale dei punti di prelievo.<br /> Una parte di tale differenziazione risulterebbe infatti<br /> riconducibile a fenomeni di prelievi fraudolenti da parte dei<br /> clienti finali, anche attraverso la manomissione degli impianti<br /> di prelievo, che in alcune zone del Paese assumono dimensioni<br /> particolarmente rilevanti.&quot;<br /> <br /> Quindi, se qualcuno aveva dei dubbi, ora e' chiarito che nelle<br /> cosidette &quot;perdite di rete&quot;, c'e' tutto, anche qualsiasi<br /> ammanco dovuto dai ladri (numerosi, facciamo &quot;un milioncino ?&quot;)<br /> di questo paese. Notare che se l'energia rinnovabile proviene<br /> da zone ad alte perdite per ragioni fraudolenti, cio' nonostante<br /> dovra' essere incluso tale valore di maggiore perdita, perche'<br /> si utilizza quella rete con alto tasso di fraudolenza.<br /> <br /> Sempre a pagina 4 citano che lo Studio fatto dal Dipartimento<br /> di Energia del Politecnico di Milano, ed allegato alla lettera<br /> A (e che non riesco a trovare ...).<br /> <br /> Leggiamo ancora:<br /> <br /> &quot;La revisione dei fattori di perdita standard deve tenere conto<br /> della necessit&agrave; di una differenziazione tra i fattori applicati<br /> ai prelievi di energia elettrica rispetto a quelli applicati alle<br /> immissioni di energia elettrica, al fine di considerare sia lo<br /> sviluppo della generazione distribuita che l&rsquo;incremento del<br /> fenomeno dei prelievi fraudolenti.&quot;<br /> <br /> Quindi pare di intuire che la ragione per cui i miglioramenti<br /> della efficienza nelle reti di MT non sono &quot;percolati&quot; giu'<br /> nella BT e' dovuto ad un aumento dei furti ?<br /> <br /> Precisano quindi che il criterio dovra' essere che:<br /> <br /> b) &quot;i fattori di perdita standard applicati alle immissioni di<br /> energia elettrica dovranno prendere in considerazione l&rsquo;impatto<br /> sulle perdite della generazione distribuita ma al contempo non<br /> dovranno considerare le problematiche relative alla presenza di<br /> fenomeni di prelievi fraudolenti.&quot;<br /> <br /> Ovvero vogliono separare la questione dei furti ?<br /> <br /> Qualche dettaglio sullo studio del Politecnico:<br /> <br /> &quot;in relazione alla Rete di Trasmissione nazionale &ndash; RTN, il<br /> Politecnico si &egrave; basato su calcoli eseguiti da Terna, a partire<br /> da dati di misura quart&rsquo;orari per l&rsquo;intero anno 2010. I calcoli,<br /> poich&eacute; sono stati effettuati a partire da dati di misura effettivi,<br /> considerano gi&agrave; il contributo della generazione diffusa connessa<br /> alle reti di distribuzione e della relativa energia immessa.&quot;<br /> <br /> Solo che nel 2010 non avevamo ancora cosi' tanto fotovoltaico.<br /> E quindi:<br /> <br /> &quot;Tuttavia i valori ottenuti, data la ridotta quantit&agrave; di generazione<br /> diffusa installata nel 2010, risulterebbero di fatto coincidenti a<br /> quelli che si otterrebbero con rete passiva. Pertanto, ai fini delle<br /> proposte contenute nel presente documento, si assume che tali<br /> risultati siano equivalenti a quelli ottenibili con il modello di<br /> rete passiva;&quot;<br /> <br /> In fondo a pagina 6 c'e' una tabella che scompone per passaggi<br /> le perdite, come poi riportato nella tabella 4 per tipologia.<br /> <br /> Leggiamo anche cosa significa &quot;Altro&quot;:<br /> <br /> &quot;... si intende un punto di misura in corrispondenza dei<br /> punti di interconnessione tra reti a pari livello di tensione.&quot;<br /> <br /> Notare come dai calcoli del Politecnico, le perdite ad un<br /> punto di prelievo in BT oscilla tra gli 8,1% ed il 9,1%.<br /> Mi domando se la differenza per arrivare al 10,4% che ci<br /> vediamo affibbiare in fattura sia la quota dovuta ai furti.<br /> In ogni caso, mentre per AAT, AT e MT, il Politecnico afferma<br /> una alta affidabilita' dei valori ottenuti, con riguardo alla<br /> BT, scrivono:<br /> <br /> &quot;poich&eacute; l&rsquo;analisi dei dati relativi alle linee BT &egrave; stata effettuata<br /> a partire da un campione molto ridotto di reti di distribuzione BT<br /> (pari al 1&permil; delle reti BT presenti sul territorio nazionale), non<br /> sufficientemente rappresentativo della situazione nazionale, si<br /> ritiene che i risultati ottenuti siano solo indicativi e<br /> necessitino di ulteriori approfondimenti.&quot;<br /> <br /> A pagina 8, vedi nota 3.3, che puo' interessare ad alcuni.<br /> Ed a pagina 9, affermano (ma attenzione alla premessa, il<br /> commentto e' limitato a &quot;quel&quot; aspetto) che:<br /> <br /> - per quanto riguarda le perdite sulle linee elettriche a livello<br /> di tensione superiore a quello a cui &egrave; connesso l&rsquo;impianto<br /> <br /> &quot;la generazione distribuita comporta in generale una riduzione<br /> delle perdite perch&eacute; riduce i transiti di energia elettrica.<br /> Tale riduzione &egrave; attenuata ma pu&ograve; comunque essere riscontrata<br /> anche in presenza di rilevanti inversioni di flusso 3 per cui<br /> l&rsquo;energia elettrica dal livello di tensione a cui viene immessa<br /> &ldquo;risale&rdquo; ai livelli di tensione superiori, permettendo quindi<br /> una pi&ugrave; contenuta riduzione dei transiti (e quindi delle perdite),<br /> peraltro difficilmente quantificabile rispetto a quella<br /> ottenibile in assenza di inversioni di flusso. Pur tenendo conto<br /> di quanto qui esposto, si ritiene che le perdite sulle linee<br /> elettriche a livello di tensione superiore a quello a cui &egrave;<br /> connesso l&rsquo;impianto possano essere considerate perdite evitate<br /> dalla generazione distribuita;&quot;<br /> <br /> - per quanto riguarda le sezioni di trasformazione dal livello<br /> di tensione immediatamente superiore a quello a cui &egrave; connesso <br /> l&rsquo;impianto a livelli ancora superiori<br /> <br /> &quot;si ritiene che la generazione distribuita comporti una riduzione<br /> delle perdite rispetto a quelle ottenibili nell&rsquo;ipotesi di rete<br /> passiva. Pertanto tali perdite di trasformazione possono essere<br /> considerate perdite evitate dalla generazione distribuita;&quot;<br /> <br /> - per quanto riguarda le sezioni di trasformazione dal livello<br /> di tensione a cui &egrave; connesso l&rsquo;impianto al livello di tensione<br /> immediatamente superiore<br /> <br /> &quot;a livello generale vi &egrave; diminuzione di perdite quando la quota<br /> di carico coperta dagli impianti di produzione sulle reti al<br /> medesimo livello di tensione &egrave; sempre inferiore al carico<br /> complessivo. Qualora invece vi sia inversione di flusso,<br /> in particolare se prolungata e frequente, la generazione<br /> distribuita comporta una riduzione complessiva di perdite<br /> sempre meno evidente rispetto al caso di rete passiva fino ad<br /> arrivare a casi in cui le perdite complessive possono<br /> addirittura aumentare per effetto della doppia trasformazione.<br /> Tenendo conto di quanto sopra esposto, si ritiene che le perdite<br /> di trasformazione dal livello di tensione a cui &egrave; connesso<br /> l&rsquo;impianto al livello di tensione immediatamente superiore non<br /> possano essere considerate tra le perdite evitate e, al contempo,<br /> si ritiene di non considerare le maggiori perdite di rete che<br /> la generazione distribuita potrebbe indurre rispetto al modello<br /> di rete passiva per effetto della doppia trasformazione;&quot;<br /> <br /> - per quanto riguarda le perdite sulle linee elettriche al<br /> medesimo livello di tensione a cui &egrave; connesso l&rsquo;impianto,<br /> nel caso in cui la potenza immessa in rete, ora per ora, sia<br /> inferiore a quella complessivamente assorbita dai carichi<br /> alimentati dalla linea stessa,<br /> <br /> &quot;la generazione distribuita (che consente un avvicinamento fra<br /> produzione e consumo) comporterebbe una riduzione delle perdite<br /> registrabili sul tratto di rete in esame. Nel caso, invece, di<br /> una forte penetrazione puntuale/localizzata della generazione<br /> distribuita, si possono verificare situazioni in cui le perdite<br /> sulla linea, in certe ore dell&rsquo;anno, aumentano rispetto<br /> all&rsquo;assetto di rete passiva. Anche nel caso in cui gli impianti<br /> di produzione sono direttamente collegati alle cabine primarie<br /> o secondarie o richiedono la realizzazione di nuovi estesi tratti<br /> di rete (ad esempio perch&eacute; sono ubicati in aree distanti dai<br /> centri di consumo), le perdite di rete aumentano rispetto<br /> all&rsquo;assetto di rete passiva. Tenendo conto di quanto sopra<br /> esposto, si ritiene che le perdite della linea al medesimo<br /> livello di tensione a cui &egrave; connesso l&rsquo;impianto non possano<br /> essere considerate tra le perdite evitate e, al contempo, si<br /> ritiene di non considerare le maggiori perdite di rete che la<br /> generazione distribuita potrebbe indurre.&quot;<br /> <br /> Fatte tutte queste premesse (che solo un apposito ed<br /> approfondito studio puo' chiarire), a prima vista la<br /> generazione distribuita puo' fare risparmiare, quando si<br /> evita una connessione da MT a superiore (ovviamente si<br /> intende che il punto di &quot;consumo&quot; sia nella stessa rete<br /> dell'impianto fotovoltaico in generazione), una perdita<br /> del 1,8% (perdita evitata) e se si evita una connessione<br /> da BT a superiore la perdita evitata e' pari al 3,4%.<br />  

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